John Coltrane, Stan Getz: Rifftide

28 07 2007

Ok, è vero, è da un bel po’ di tempo che non scrivo più niente qui. Ma questo naturalmente fa solo bene a voi ed alle vostre sinapsi.

Ho deciso che nei prossimi giorni pubblicherò un po’ di video jazz che ho raccolto negli ultimi tempi. Ogni tanto qualcuno mi chiede cosa potrebbe ascoltare per avvicinarsi al jazz. La risposta naturalmente è lunga e complicata ma, se dovessi darvi il mio personale punto di vista, direi che, ad ascoltare tutto ciò che nel mondo del jazz è stato registrato prima del 17 luglio 1967 è difficile sbagliare.

Perché proprio questa data? Ma perché è la data in cui il buon John Coltrane ci ha lasciati per continuare la sua sperimentazione in un altri luoghi dove, ahimé, non possiamo più ascoltarlo. Non che la musica dopo la scomparsa di Coltrane sia morta, tutt’altro. Solo che Coltrane è stato uno spartiacque esemplare. Dopo di lui ci sono stati blandi tentativi di portare il jazz in luoghi nuovi e sconosciuti. Molti di questi tentativi sono quantomeno discutibili e difficilmente potevano avere la credibilità di un Coltrane.

Difatti, oggi il termine jazz viene usato per indicare qualsiasi cosa abbia una vaga sembianza di esotico. I cartelloni dei cosiddetti “Festival Jazz” sono pieni di nomi che, per quanto validi nel loro campo, col jazz hanno ben poco a che vedere.

Comunque, bando alle ciance ed eccovi il primo video che ho deciso di selezionare. Si tratta di un live molto particolare perché mette insieme dei personaggi che difficilmente sono stati prodotti in un contesto simile e credo sia molto interessante sentire questi due titani del sax tenore a confronto: stili profondamente diversi ma provenienti dalle stesse radici.

La sezione ritmica è di tutto rispetto, con Oscar Peterson al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria.


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2 risposte

29 07 2007
blogmasterpg

Quest l’ho sentita circa 2.000.000 di volte, no, forse più, molte di più… Ma è di coltrane? 2) E Davis? dove me lo metti Miles Davis? Il Jazz-rock cos’era se non un nuovo genere? (Scusa ma evidentemente non sono d’accordo con la tua teoria che poi è di molti, ciao, io scrivo anche su http://canzoniitaliane.blogspot.com e su altro di musica, poi tanto da lì si ritrova… Bye.

29 07 2007
mcaserta

1) e’ una roba basata sulla struttura degli accordi di “Hackensack” se non ricordo male;

2) Miles e’ stato fino ad un certo punto un ottimo trombettista, non dotato certo di una tecnica spettacolare, ma sicuramente di un sound ed idee inconfondibili. Inoltre è stato un ottimo impresario di sé stesso innanzitutto e poi delle sue memorabili band. Suonare con Miles ha sempre voluto dire entrare nell’Olimpo. Questo è indiscutibile. Quello che Miles ha fatto col jazz-rock non sta a me giudicarlo. Posso dirti che personalmente non mi piace ma questo non toglie che a te possa piacere e non ci vedo nulla di male. Il punto non è il nome che diamo alle cose. Il punto è lo spirito. E lo spirito del jazz-rock era ben lontano da quello del jazz, e credo che questo si senta nella musica.

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