Se qualcuno dovesse chiedere ad un qualunque appassionato di musica jazz un unico nome da scegliere fra le centinaia di musicisti che sono stati protagonisti di questa musica per essere tramandato alle future generazioni, la risposta sarebbe che non è possibile fare questo tipo di approssimazioni, che la ricchezza di questa musica è da cercarsi nella contaminazione di stili che si sono susseguiti nel tempo e non ha senso fare una hit parade.
Immaginiamo però di prendere questa persona appassionata di musica jazz e di costringerla sotto tortura a confessare un unico nome. Questo nome sarebbe senza ombra di dubbio quello di Charlie Parker.
Personalità controversa, geniale, esuberante, tribolata quella di Parker. Mingus disse che se Parker fosse vivo oggi, avrebbe pensato di vivere in una stanza di specchi. La sua influenza sulla musica contemporanea è evidente.
In questo rarissimo filmato lo vediamo insieme a Dizzy Gillespie mentre riceve il premio di miglior altosassofonista del 1951 per i lettori di Down Beat. Successivamente il celebre duo si produce in un’esecuzione di “Hot House”, ovvero un tema bebop sull’armonia di “What Is This Thing Called Love?” di Cole Porter.