Chet Baker: Time After Time

20 08 2007

Devo dire che questo video mi ha molto colpito dal punto di vista dell’esecuzione musicale. Molti non professionisti considerano estremamente difficile e segno di una particolare bravura tecnica e/o capacità di immaginazione/improvvisazione il riuscire a suonare su tempi smaccatamente veloci. Chiunque abbia provato a suonare jazz potrà senza ombra di alcun dubbio dirvi che è vero l’esatto contrario, ovvero che tutti sono capaci di suonare sui tempi veloci ma pochi, pochissimi conoscono la sottile arte di esporre correttamente il tema di una ballad in modo creativo e realmente interessante per il pubblico. Riuscire anche ad improvvisare in modo significativo ed originale su una battuta costituita di un unico accordo che viene mantenuto nell’accompagnamento per diversi secondi è altrettanto difficile e richiede uno sforzo che solo un vero talento può permettersi di sostenere.

Ci sono pochissime persone che erano in grado di rendere la ballad una vera e propria forma d’arte a sé. Una lista certamente non esaustiva ed estremamente scarna di questi personaggi includerebbe certamente Dexter Gordon, Blue Mitchell e Chet Baker.

Chet amava cantare ed aveva questa capacità di esporre in modo sapiente un tema, senza mai strafare, semplicemente lasciando che la bellezza della semplicità della musica brillasse di luce propria. La sua tromba e, di conseguenza, il suo modo di suonarla, sembrava più un’estensione della sua vocalità che uno freddo strumento musicale fatto di ottone. Nei suoi album, specie i primi, Chet amava fare scat ed è talmente evidente la similarità tra il suo modo di cantare e quello di suonare la tromba che in pratica le due cose sembrerebbero identificarsi nella stessa.

In questo video Chet canta il tema, poi improvvisa su un primo chorus, al termine del quale si intravede il flautista che si prepara per la sua entrata. Ma Chet deve essere particolarmente ispirato perché continua ad improvvisare anche un secondo chorus ed il momento della mancata entrata del flautista è palpabile cosicché il poverino deve limitarsi a suonare un’unica nota nel finale.


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