Revelation

19 04 2008
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Idee in Bianco e Nero

21 01 2008

Se recentemente non mi avete visto tanto attivo su questo blog era perché stavo architettando delle idee malsane riguardo un blog di fotografia con alcuni amici. Alla fine le idee si sono concretizzate nel sito Idee in Bianco e Nero. Se vi piace la fotografia, provata a dare un’occhiata. Buona visione.





Ahmad Jamal: Darn That Dream, Poinciana

27 10 2007

Dato che ho ricevuto qualche segnale di incoraggiamento a scrivere qui per proporre dei video di musica Jazz, riprendo con un classico… anzi, due classici. Si tratta del pianista Ahmad Jamal.

Nel primo video lo vedete giovanissimo suonare una Darn That Dream quasi irriconoscibile per via della personalità nell’interpretazione (questa canzone è originariamente una ballad mentre lui la suona su un tempo molto più veloce, applicando un arrangiamento che fa quasi dimenticare il tema del brano). Nel video vedrete anche Ben Webster, fra le persone raccolte intorno al piano, ascoltare con interesse il giovane talento.

Il secondo video propone una versione dal vivo di un classico scritto dallo stesso Jamal: Poinciana. C’è una breve introduzione al piano in cui è evidente un’influenza classica contemporanea. Poi il brano parte con il suo tipico mood, anche se è oggettivamente un po’ difficile seguirlo perché il pianista gioca col tempo in maniera molto libera: lo sposta prima in avanti, poi lo tira indietro fino alle estreme conseguenze con una naturalezza impressionante; in tutto questo Ahmad applica arrangiamenti e frasi accattivanti. Sembra davvero giocare col piano, nel senso squisitamente anglosassone del termine: to play.





Herb Hellis: Detour Ahead

24 09 2007

Il video di oggi riguarda una canzone che ho sempre avuto molto a cuore. Varrebbe la pena leggerne il testo e sentirla in diverse versioni di cui, possibilmente, una cantata (certamente Billy Holiday l’ha incisa, ricordo anche una versione di Shirley Horn molto bella). Un’altra versione strepitosa che mi viene in mente è quella di Bill Evans nell’album “Alone”.

La versione che vi propongo mi sta particolarmente a cuore perché raramente capita di sentire una canzone suonata da uno dei suoi compositori. È questo il caso del chitarrista Herb Hellis, il quale figura insieme a Lou Carter e Johnny Frigo fra gli autori del brano. Il motivo per cui trovo importante ascoltare una versione del compositore è la possibilità di avere un’immagine della struttura armonica e melodica della composizione che sia quanto più fedele all’originale, fermo restando che anche lo stesso compositore fornisce una sua “visione” personale quando interpreta il brano.

Per dirla in altri termini, ascoltare Detour Ahead suonata da Herb Hellis e poi confrontarla con le versioni di altri interpreti è come leggere Dante e poi scoprire Leopardi o Carducci: ci permette di comprendere le radici di questi ultimi.





Chet Baker: Time After Time

20 08 2007

Devo dire che questo video mi ha molto colpito dal punto di vista dell’esecuzione musicale. Molti non professionisti considerano estremamente difficile e segno di una particolare bravura tecnica e/o capacità di immaginazione/improvvisazione il riuscire a suonare su tempi smaccatamente veloci. Chiunque abbia provato a suonare jazz potrà senza ombra di alcun dubbio dirvi che è vero l’esatto contrario, ovvero che tutti sono capaci di suonare sui tempi veloci ma pochi, pochissimi conoscono la sottile arte di esporre correttamente il tema di una ballad in modo creativo e realmente interessante per il pubblico. Riuscire anche ad improvvisare in modo significativo ed originale su una battuta costituita di un unico accordo che viene mantenuto nell’accompagnamento per diversi secondi è altrettanto difficile e richiede uno sforzo che solo un vero talento può permettersi di sostenere.

Ci sono pochissime persone che erano in grado di rendere la ballad una vera e propria forma d’arte a sé. Una lista certamente non esaustiva ed estremamente scarna di questi personaggi includerebbe certamente Dexter Gordon, Blue Mitchell e Chet Baker.

Chet amava cantare ed aveva questa capacità di esporre in modo sapiente un tema, senza mai strafare, semplicemente lasciando che la bellezza della semplicità della musica brillasse di luce propria. La sua tromba e, di conseguenza, il suo modo di suonarla, sembrava più un’estensione della sua vocalità che uno freddo strumento musicale fatto di ottone. Nei suoi album, specie i primi, Chet amava fare scat ed è talmente evidente la similarità tra il suo modo di cantare e quello di suonare la tromba che in pratica le due cose sembrerebbero identificarsi nella stessa.

In questo video Chet canta il tema, poi improvvisa su un primo chorus, al termine del quale si intravede il flautista che si prepara per la sua entrata. Ma Chet deve essere particolarmente ispirato perché continua ad improvvisare anche un secondo chorus ed il momento della mancata entrata del flautista è palpabile cosicché il poverino deve limitarsi a suonare un’unica nota nel finale.





Charlie Parker, Dizzy Gillespie: Hot House

3 08 2007

Se qualcuno dovesse chiedere ad un qualunque appassionato di musica jazz un unico nome da scegliere fra le centinaia di musicisti che sono stati protagonisti di questa musica per essere tramandato alle future generazioni, la risposta sarebbe che non è possibile fare questo tipo di approssimazioni, che la ricchezza di questa musica è da cercarsi nella contaminazione di stili che si sono susseguiti nel tempo e non ha senso fare una hit parade.

Immaginiamo però di prendere questa persona appassionata di musica jazz e di costringerla sotto tortura a confessare un unico nome. Questo nome sarebbe senza ombra di dubbio quello di Charlie Parker.

Personalità controversa, geniale, esuberante, tribolata quella di Parker. Mingus disse che se Parker fosse vivo oggi, avrebbe pensato di vivere in una stanza di specchi. La sua influenza sulla musica contemporanea è evidente.

In questo rarissimo filmato lo vediamo insieme a Dizzy Gillespie mentre riceve il premio di miglior altosassofonista del 1951 per i lettori di Down Beat. Successivamente il celebre duo si produce in un’esecuzione di “Hot House”, ovvero un tema bebop sull’armonia di “What Is This Thing Called Love?” di Cole Porter.





Dexter Gordon: On Green Dolphin Street

2 08 2007

Dexter Gordon. Bisognerebbe ascoltare tutta la discografia di Dexter Gordon, senz’altro. E poi bisognerebbe guardare il film che gli è valso una candidatura all’Oscar: ‘Round Midnight. Il film è ispirato alla storia (vera) di Bud Powell, che a un certo punto della sua vita si era trasferito a Parigi.

Nel film Dexter è in realtà Dexter Gordon. Non sta interpretando. Questo è quello che mi hanno raccontato quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di suonare con lui.

Ad ogni modo, in questo filmato possiamo ascoltare Dexter in una strepitosa interpretazione del classico “On Green Dolphin Street”, accompagnato da Rufus Reid al contrabbasso. Purtroppo non riconosco il pianista ed il batterista ma sono fantastici anche loro.

Nella prima parte Dexter introduce il tema ed improvvisa introducendo numerose citazioni musicali, come nel suo stile. Nella seconda tocca al piano prendere la palla per poi passare agli scambi con la batteria dove, purtroppo, il filmato si interrompe. Ma vale comunque la pena guardarli entrambi.